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Polo Tecnologico Campania Nord, adesso si rischia davvero tutto. I dipendenti DM Elektron Sexa pronti alla querela, non ricevono gli stipendi da Gennaio 2007.
04/05/2007 La situazione è arrivata sull’orlo del baratro, stavolta il salto nel vuoto ci sarà. Così asseriscono gran parte dei lavoratori della DM Elektron Sexa, (oggi Sexa s.r.l.). La DM Elektron Sexa, è una delle aziende partecipanti al Contratto di Programma, con un impegno in termini di assunzioni pari a 140 dipendenti; ad oggi la DM occupa, o per meglio dire tiene in cassa integrazione, presso l’ex stabilimento Formenti 34 dipendenti, che non ricevono più lo stipendi di cassa integrazione da Gennaio 2007. Il tutto nasce quando il 19/02/07 l’azienda e le rappresentanze sindacali provinciali, si incontrano presso la sede della Regione Campania per siglare un accordo di Cassa Integrazione per Ristrutturazione Aziendale, con decorrenza dal 26 Gennaio 2007, per una durata massima di 24 mesi; durante i quali la DM Sexa avrebbe dovuto ristrutturare per iniziare poi il processo di produzione. In quella sede alla presenza del funzionario Regionale, la proprietà Dm Elektron Sexa nella persona di Dario MELCHIOR si impegnava anche nell’ ANTICIPO della CIG per i suoi 34 dipendenti ad oggi in forza. Questa è la storia di quanto accaduto ai tavoli regionali, ma ben diversa è invece la realtà, fino ad oggi i dipendenti della DM Elektron Sexa non hanno ricevuto le spettanze mensili che la proprietà si era impegnata ad anticipare per conto della CIG; resta quindi di fatto che i 34 operai sono creditori della 13° mensilità dell’anno 2006, una parte dello stipendio del mese di Gennaio, l’intera mensilità di Febbraio e Marzo. Ad aggravare tutto questo c’è l’assoluta impossibilità di riuscire a comunicare con la proprietà DM, per capire il perché di questo atteggiamento. Quelle pochissime volte, (pochissime volte, perché si cerca in tutti i modi di dribblare da parte del centralino di Udine le chiamate provenienti da Sessa), che i dipendenti della DM Sessana, sono riusciti a parlare con la segretaria di Dario Melchior, ci si sente rispondere che non ha ricevuto direttive per effettuare i bonifici a favore dei 34 dipendenti di Sessa Aurunca, concludendo di non sapere il perché ed il come di questa vicenda. Resta quindi unica fonte di notizia, in merito a quello che sta accadendo la proprietà, che come si anticipava prima, nessuno riesce in alcun modo a contattare. Oggi i dipendenti della DM Sexa, giunti veramente all’osso di quanto era possibile attendere e per molti di loro in gravissime difficoltà finanziarie, generata dalla mancanza di quel misero stipendio che riconosce lo stato di Cassa Integrazione, sono costretti a scegliere una via senza uscita; quella di affidare l’insolvenza della DM ad un legale. Nell’istante che la questione dovesse prendere questa direzione, è asseriscono gli operai, già si stanno attivando per proseguire su questa strada, tra l’altro l’unica percorribile visto lo stato delle cose, il Contratto di Programma verrà a decadere. In quanto lo stato di insolvenza della Dm Elektron Sexa, non permetterà alla stessa di partecipare alla costituzione del Polo tecnologico Campania Nord, facendo così mancare 134 posti di lavoro all’appello finale; è dopo le ultime uscite dal Polo, della Manuli Film con altri e 60 posti di lavoro ed altre avvenute precedentemente, certamente l’uscita della DM Sexa, sarà la spallata finale al Contratto di Programma, in quanto non potrà più tenere fede alle prerogative per cui è nato, cioè quello di riassorbire tutte le maestranze dell’ ex stabilimento Formenti Seleco di Sessa Aurunca. Ultimo baluardo resta la possibilità che qualche imprenditore ancora interessato alla realizzazione del Polo Tecnologico, ed hai suoi 50 Mln di Euro a fondo perduto, o forti pressioni politiche, possano riportare Dario Melchior alla ragione, altrimenti 5 anni di incontri, tavoli ed accordi, saranno bruciati per l’irresponsabilità di un imprenditore, se così vogliamo continuare a chiamarlo, che firma accordi senza nessuna volontà di onorarli.
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